I RICHIAMI

In questa rubrica parlerò di acquatici perché è la caccia che amo di più anche se ho praticato e pratico altre cacce. Comunque quello che scriverò in generale può essere utile anche per altre cacce.

Consiglio a tutti di guardare questo video tratto da youtube, e da questo capire che la caccia, quella vera non è approssimazione, ma è conoscenza e sacrificio. I due protagonisti hanno chiaramente una dote naturale accompagnata da una grande passione e profonda conoscenza degli uccelli. Pochissimi hanno questa predisposizione nel fischiare, però tutti possono provare ad imparare con i fischi artificiali.

http://youtu.be/PXwEuAogYU4 - les siffleux de la baie

In un appostamento da caccia per gli uccelli migratori, appostamento fisso o temporaneo, le cose fondamentali sono: camuffamento perfetto del sito/capanno, camuffamento perfetto del cacciatore, un gioco di stampi messo in modo naturale, richiami vivi in perfette condizioni, saper fischiare e richiamare a bocca alla perfezione le varie specie di uccelli oggetto di caccia. Questo vale per tutto sia che siamo ad allodole, a tordi, a pavoncelle, oppure agli acquatici.
Sulle anatre germanate, sui richiami, sui stampi, il gioco, etc. si è parlato tanto ed ovunque, quindi senza perdermi in inutili e fantasiose teorie o strategie, mi limito a sintetizzare alcune esperienze personali nella messa in opera di un gioco per gli acquatici in relazione ai vari ambienti umidi dove si caccia. Inoltre voglio portare a conoscenza di un elemento nel nostro gioco che ormai già da qualche anno fa parte della nostra stamperia: il mojo,  anatra con le ali girevoli motorizzate, oppure spinte solo dal vento, ma anche il mojo wing thang, questa paletta motorizzata messa in verticale, Tutti questi strumenti sono stati importati dagli Stati Uniti i cacciatori americani hanno sviluppato questi richiami frutto dell’osservazione sul campo delle anatre e dallo studio del loro comportamento quali animali gregari, quindi hanno affinato sempre più le tecniche di costruzione di questi richiami anche per il fatto che in questo paese da sempre i richiami vivi sono vietati.

La verità sul mojo

Molti credono che un germano reale come del resto altre specie vedendo il mojo (germano reale) sono attratte dalla loro somiglianza che vedendolo si getta vicino al suo consimile. Oppure un mojo di alzavola o di canapiglia attrae alzavole o canapiglie. Nulla di più falso, il mojo non lavora sulla somiglianza della specie d’interesse, ma lavora sull’istinto gregario delle specie e sulla loro curiosità.
Provate a mettere un mojo spento in uno specchio d’acqua piccolo o grande che sia, oppure in un campo di stoppie, oppure in un prato umido, etc. ed allontanatevi ad una distanza tale da quasi non vedere più il mojo, praticamente da vedere un piccolo puntino impercettibile. Insieme al mojo lasciate un vostro amico con il cellulare e quando avete raggiunto la distanza come sopra descritto chiamate il vostro amico e ditegli di accendere il mojo. Ebbene, il risultato sarà sorprendente, voi vedrete come un “luccichio/lampadina” a grande distanza e questo “lucicchio/lampadina” è chiaramente dovuto alle diverse colorazioni delle ali, che girando veloce danno la sensazione di una luce accesa.  Ecco, questo “luccichio” a grande distanza coglie l’occhio dell’anatra che a grande o grandissima distanza viene incuriosita ed attratta da questo, al che l’anatra o il branco di anatre piega il suo volo in direzione del mojo e quando il volo entra in contatto visivo con l’intero gioco di stampi e se ci sono anche dei richiami vivi, solo a questo punto vediamo se tutto questo, compreso il saper richiamare/fischiare a bocca del cacciatore, risulta essere veramente efficace ed attirante. Quindi il mojo nasce solo per stimolare la curiosità degli animali e questo è tanto avvalorato perché intorno ad un mojo arrivano pispole, ballerine bianche, gabbiani, piccioni torraioli, aironi, etc, etc, e solo per la curiosità e non certo per la somiglianza. Poi è chiaro che tutti si sono sbizzarriti nel costruire e produrre mojo delle più disparate specie, anche perché alle corte distanze entra in gioco anche la somiglianza, quindi un germano alla corta distanza sarà attratto da un germano e via via per le altre specie.

 

Un’altra prova del fatto che tutto nasce dall’istinto gregario degli uccelli e della loro estrema curiosità, questo è assodato dall’efficacia del mojo wing thang, questa paletta verticale girevole a due colori che produce lo stesso effetto “lucicchio/lampadina” e non certo per la somiglianza con qualche uccello. In pratica il mojo wing thang attrae da lontanissimo la curiosità degli uccelli, questi piegano verso il gioco di stampi e dall’insieme di fischi e richiami vivi. Altra prova che è sempre la curiosità ad agire sull’istinto gregario, è la caccia alle oche canadesi o alle oche delle nevi, gli americani che cacciano questi uccelli in immense pianure di stoppie innevate o meno ed in particolare con decine e decine di stampi, i cacciatori sono sdraiati nelle “bare” mimetiche ed al loro fianco anch’esso sdraiato un bel retriever. Uno dei problemi più grandi è riuscire ad attrarre l’attenzione degli uccelli al gioco, proprio quando i grossi branchi volano lontanissimi, quindi oltre al mojo, i cacciatori americani usano delle sorte di aquiloni neri e bianchi (per le oche canadesi) e bianchi (per oche delle nevi), questi aquiloni vengono sventolati dallo stesso cacciatore sdraiato nella “bara”, questo sventolio attira come una calamita gli uccelli che a grandi distanze ed a grandi velocità e richiamati anche dai fischi a bocca, iniziano tutta una serie di volteggi, accoppate e giravolte utili per frenare la velocità, e molte  incuriosite, quasi ad ali ferme a “spirito santo” sopra i mojo, come per capire che cosa è quell’aggeggio statico strano con un paletto nel di dietro e due palette girevoli.

Eppure i nostri nonni sicuramente più intelligenti ed attenti di noi  giovani,  avevano già inventato il mojo, infatti avevano intuito ed osservato il comportamento delle allodole, ed ecco che inventano il macaco, quell’oggetto che in terra veniva in primis girato manualmente ed in seguito motorizzato e poi con l’aggiunta di specchietti, ebbene non si penserà certo che le allodole siano attratte dal quel coso strano? Proprio il tipo di ambiente, quindi campagna agricola aperta dove è fondamentale attrarre la vista/l’occhio degli uccelli da molto lontano, ecco che quell’oggetto strano in terra che produce luccichio  fa avvicinare quel tanto le allodole che poi possano essere richiamate anche a bocca dai cacciatori, il tutto anche stimolando la difesa della specie, comportamento di difesa tipica sempre dei gregari e cioè quella di scacciare qualsiasi predatore. Questo è quello che stimola la civetta, sia viva che impagliata oppure di plastica, oppure il classico “falchetto” di plastica che con il vento oscilla sulla pertica.

Le anatre germanate

Ed ora parliamo dell’utilizzo delle anatre germanate, queste come tutte le specie di anatre domestiche derivano dal ceppo selvatico e cioè il germano reale Anas platyrhynchos.
Il Germano reale o detta anche anatra selvatica è la progenitrice di tutte le anatre domestiche, è una specie ubiquitaria ed adattabile a tutti gli ambienti umidi. E’ l’anatra più comune ma non di meno una delle più belle ed appariscenti.
Alcune di queste razze sono risultate utili al cacciatore per il loro utilizzo come anatre da richiamo. Di importanza fondamentale per il gioco all’interno della stamperia è che siano soggetti estremamente docili e confidenti, ma soprattutto che abbiano una buona predisposizione a richiamare anche alla vista di suoi consimili che non siano solo germani reali.
Per esperienza personale dopo decenni di caccia praticata agli acquatici, posso dire con certezza sulla opportunità di utilizzare anatre di colore chiaro o addirittura tutte bianche, questo in alcuni casi è risultato fondamentale per la loro alta visibilità. Bisogna sempre ricordarsi che in un gioco di stampi ed anatre da richiamo quello che attira non è la specie in se stessa o la colorazione, ma l’insieme dell’armonia e della estrema tranquillità che traspare dall’intero gioco, il tutto condito dalle strillanti ma anche armoniose chiamate delle nostre amate anatre da richiamo.
L’anatra bianca serve in particolare per cacce in zone umide dove c’è una ampia visibilità del gioco alle grandi distanze, chiaramente è meno influente in piccoli chiari in particolare se sono coperti o chiusi da vegetazione circostante. In ogni caso non è la specie che conta ma l’estrema naturalezza e tranquillità che sprigiona l’intero gioco.
 

Sempre per  mia personale esperienza dopo decenni di allevamento degli uccelli acquatici, in primis gli anatidi, selezionando i richiami per le caratteristiche di canto e chiamata, posso senz’altro affermare che le migliori canterine in assoluto sono i soggetti cosiddetti nani, ovvero il germano reale mignon come erroneamente viene chiamato in Italia.

Precisamente è l’anatra nana ovvero il germano reale che frutto di incroci e reincroci è diventato nano conosciuto meglio in Francia come “Canard Mignon” e in Inghilterra come “Call Duck”.

Queste piccole anatre inizialmente hanno origine nella loro selezione dall’estremo oriente ed è sicuramente frutto degli incroci con il Germano di Laysan (Anas laysanensis) che tra l’altro gli ha dato il caratteristico canto squillante e prolungato tanto apprezzato dai cacciatori. Infatti i primi ad apprezzare queste doti e comunque a perfezionarle con il lavoro di selezione sono stati gli olandesi già dalla fine del 1600 e che chiamavano queste anatre “Coy-Ducks” che utilizzavano immettendole dentro gabbie ad imbuto dove con i loro canti frenetici attiravano le anatre selvatiche. Da questo deriva il termine “De-Kooy” che appunto significa “gabbia”. Gli inglesi anche loro dai primi decenni del 1800 hanno cominciato ad apprezzare molto queste magnifiche anatre da richiamo e il termine “De-Kooy” diventa in Inghilterra “Decoy” tradotto letteralmente “richiamo”.

Negli anni a seguire la selezione ci porta anche ad altre colorazioni del piumaggio mantenendo inalterate le misure biometriche e la morfologia nonché le caratteristiche eccezionali del canto della femmina che è acuto forte e prolungato. L’anatra nana ha una taglia ridotta con un corpo compatto e tondeggiante, zampe di color arancio corte e centrali rispetto al corpo, la testa molto arrotondata, il becco corto al massimo 3 cm nonché un collo corto, il verso della femmina è acuto forte e prolungato. Il peso è di 700 grammi per i maschi e 600 grammi per le femmine.
 

Il Gioco e i Stampi

Una piccola nota riferita al gioco, anche qui si è fatto un gran parlare e discutere sul come piazzare i stampi e la forma del gioco. Anche in questo caso non c’è di meglio che copiare quello che fanno gli animali selvatici in natura. Quindi il cacciatore in primis sarà sempre un grande osservatore del comportamento animale: mai gli uccelli acquatici, ma anche altre specie, si mettono in acqua o in terra disposti in posizioni e forme geometriche, ma lo fanno sempre in modo naturale; in genere in spazi molto aperti in modo concentrato a differenza degli spazi più piccoli e  delimitati sono posati in modo più ampio. Inoltre tutti gli uccelli posati sia in acqua che in terra tendono sempre a stare contro vento, questo sempre per il fatto che gli uccelli si alzano in volo o si posano sempre con il vento in faccia. Questo comportamento vale in particolare quando gli uccelli sostano, pasturano in ampi spazi dove il vento è padrone, per esempio in laghi, in mare, in grandi corsi d’acqua, in ampie zone prative, etc., dove proprio il comportamento difensivo fa si che gli uccelli si muovano sempre con il vento in faccia pronti per prendere il volo al minimo pericolo; a differenza che in piccole aree riparate dove l’azione del vento risulta nulla, ecco che i stampi possono essere posizionati in modo più irregolare. Ricordarsi sempre poi che proprio in quei grandi spazi sopra menzionati è importante mettere dei stampi più lontani dal gioco più importante, questi pochi individui sono le vedette, come di solito succede in natura. In particolare nei corsi d’acqua con corrente lenta o veloce, i stampi vanno sempre messi contro corrente, gli uccelli in natura tengono sempre testa alla corrente. Gli uccelli ed in particolare nei piccoli chiari staranno sempre dalla parte riparata dal vento specialmente quando questo è forte e crea onde in acqua, quindi i stampi andranno messi nella parte riparata.
Gli stampi migliori sono quelli in penna per le cacce al prato, per le cacce agli acquatici ormai da tempo sono in uso quelli in plastica, il miglior stampo è quello che non è lucido ma dai colori naturali e  deve avere un aspetto opaco ma  brillante, come gli uccelli vivi.
 

I fischi a bocca

Ecco un altro aspetto imprescindibile e complementare in un gioco per la caccia agli acquatici, ma anche per la caccia di altri migratori. Il cacciatore, il Vero Cacciatore deve saper fischiare e saper richiamare gli uccelli, certo, non è facile e come tutte le cose c’è chi impara prima e chi impara dopo, ci vuole costanza e tanto esercizio, ma le soddisfazioni sono enormi quando riusciamo a “dialogare” ed attrarre gli uccelli. Purtroppo qualcuno preferisce non imparare ed utilizzare altri mezzi, i richiami elettronici. No comment. Il silenzio è meglio di qualsiasi commento.
Anzi un commento lo faccio: pensate come si dovrebbe sentire un cacciatore utilizzatore di richiami sonori elettronici, vicino ai due Veri Cacciatori francesi che abbiamo sentito “parlare” con gli uccelli. Ma anche di fronte ai tanti appassionati Veri Cacciatori italiani che del fischio e richiamo a bocca ne hanno fatto un arte.