CENNI DI ETOLOGIA

Il termine è la moderna disciplina scientifica che studia il comportamento animale nel suo ambiente naturale. Konrad Lorenz, uno dei padri fondatori della moderna etologia.
Studiare il comportamento degli animali ed in particolare dei cani per Lorenz significa riuscire a comunicare con loro, vivere pienamente con loro, allargare la sfera di emozioni e percezioni ordinarie grazie a loro e soprattutto riscattarli dal ruolo immeritato di servitori muti dell'uomo.
L’etologia studia i modi cui l’animale interagisce con l’ambiente esterno e aiuta a comprendere la componente istintiva e quindi genetica, la capacità innata di rispondere alle situazioni. Dall’interazione di questi due fattori nasce il motore dell’apprendimento che, utilizzato in una prima fase di crescita, segna per tutta la vita il carattere dell’animale.

L'etologia  si interessa di vari aspetti legati al comportamento animale, e tra questi, in particolare:
• Apprendimento
• Imprinting
• Comportamento innato
• Corteggiamento
• Sesso
• Rapporti di coppia o misti
• Cure parentali
• Organizzazione sociale
• Gerarchia
• Territorio e Home range
• Aggressività
• Mobbing-call

L'Apprendimento

L'apprendimento è la modifica del comportamento in modo permanente ed indotta da fattori esterni, quindi non innati o ereditari:
L'apprendimento per prova ed errore, un animale fa una serie di tentativi per procurarsi il cibo. Gli individui più inesperti migliorano la loro strategia dopo ogni tentativo, evitando di compiere gli errori che non hanno portato risultati.
L'apprendimento per imitazione è tipico dei giovani che imparano osservando i genitori o altri adulti, ripetendo esattamente quanto hanno visto sino a diventare esperti a loro volta.
L'apprendimento per assuefazione avviene quando, ad esempio, alcuni uccelli non si spaventano più alla vista delle spaventapasseri. Il vedere a lungo tale sagoma senza mai percepire nulla di pericoloso ne annulla l'effetto.
L'apprendimento per associazione, ad esempio un cane inizia a scodinzolare quando vede che il padrone prende il guinzaglio, segno che si sta per uscire. In particolari casi si arriva anche al condizionamento quando un segnale viene associato ad una certa reazione dell'animale.
L'apprendimento per intuito è la forma più alta di apprendimento, tipica degli animali superiori (e anche dell'uomo). In questo caso concorrono facoltà complesse, come osservare la situazione attuale, ricordare esperienze vissute, e verificare se le soluzioni già viste sono applicabili o se invece servono altre strategie.
Una delle modalità di apprendimento più importanti degli animali superiori è il gioco. in questo modo i cuccioli si preparano ad affrontare le situazioni tipiche della vita da adulti.

L'Imprinting

L’Imprinting una forma di apprendimento per esposizione visiva, che può avvenire solo nelle prime ore (entro le 36 ore circa) dopo la nascita. L’imprinting in parte è presente nel patrimonio genetico ed in parte  non è un comportamento innato Ha caratteristiche intermedie, poiché rimane legato sia alle informazioni che il nuovo nato riceve dal mondo esterno sia alla predisposizione genetica, con una sorta di "finestra" temporale durante la quale il suo sistema nervoso è sensibile a "stampare" l'immagine del genitore o di chi viene riconosciuto come tale.

Venne studiato da Konrad Lorenz nelle sue ricerche sul campo sugli uccelli (famosissimo il suo lungo esperimento con l'ochetta Martina).

L'imprinting non si manifesta solo negli uccelli, ma anche nei mammiferi ed è molto importante per l'adattamento dell'animale da adulto: il primo essere con cui il cucciolo avrà contatto, in particolare la madre o un altro esemplare della stessa specie ed alcune volte anche di specie diversa, questo gli garantirà maggiori possibilità di sopravvivenza. L'imprinting è importante per ogni fase della vita successiva: i cuccioli, in età infantile, infatti, imparano a quale specie appartengono e quindi iniziano a rapportarsi sin da piccoli con i loro simili. L'imprinting è presente in minor misura anche nell'uomo.
L’imprinting influenza decisamente il comportamento dell'animale che ne sarà interessato per tutto il resto della sua vita, in tutte le varie fasi biologiche: ricerca del partner, corteggiamento, accoppiamento, riproduzione, ricerca del cibo, etc.

Comportamento innato

Il comportamento innato o istintivo, è il comportamento scritto nel patrimonio genetico quindi scritto nel proprio DNA. In particolare questi animali hanno risposte codificate nel loro patrimonio genetico, risposte pronte  a tutte le situazioni che possono incontrare nel corso della loro vita.

Il Corteggiamento

Il corteggiamento è una fase preparatoria, un preliminare che precede l’accoppiamento, il corteggiamento può essere di movimenti (danza del pavone o di molti fagiani, o dei svassi)), di colori vivacissimi (Pavoni o altri uccelli – livrea nuziale) di suoni (canto degli uccelli, bramiti del cervo), di odori, sostanze chimiche disperse nell'aria, ed avvertibili a chilometri di distanza, i feromoni (di specie di farfalle). Il corteggiamento permette agli individui di avvicinarsi e riconoscersi senza far scattare reazioni di difesa o aggressive, in particolare molto pericolose tra animali predatori. Questi segnali preliminari possono essere anche misti, per esempio: danza, canto abbinati a colori vivacissimi, oppure bramiti misti a secrezioni odorose.
Talvolta la fase del corteggiamento è preceduta da lotte tra maschi che si contendono le poche femmine a disposizione o che vogliono avere più femmine nel loro harem, come le lotte tra cervi.
Oppure nei canidi (lupo) o i nei felidi (leone). Queste lotte non si concludono quasi mai con la morte dello sconfitto, ma solo col suo allontanamento.

Sesso

Tra gli animali compreso l’uomo il sesso riveste una importanza primaria perché si compie l’atto per la continuità della specie. Gli animali si differenziano dall'uomo per il fatto che il periodo delle attività sessuali coincide con il periodo riproduttivo dettato da precisi ritmi biologici e  solitamente limitato ad un particolare arco temporale, durante il quale la femmina è feconda. In alcuni animali ad esempio i canidi (lupo, il cane, etc.), il sesso è anche una forma di supremazia di un esemplare su un altro, per confermare la gerarchia sociale, in questo caso sono frequenti atteggiamenti “omosessuali”.

Rapporti di coppia o misti

Monogamo:  tra un maschio e una femmina di tipo stagionale o per diverse stagioni o per tutta la vita.
Poliandrico: tra una femmina e due o tre maschi contemporaneamente o durante la stessa stagione riproduttiva.
Poligamo: tra un maschio e più femmine.
Poliginico: tra un maschio o diverse femmine (poligamia o bigamia) poligamia ad harem.

Cure parentali

Le cure parentali sono i comportamenti e gli atteggiamenti che i genitori mettono in atto per difendere la loro prole sino al momento della loro autonomia. Le specie animali che prestano più attenzioni verso la loro prole possono permettersi di avere un numero minore di figli (uccelli e mammiferi), mentre  altre specie , per assicurare la sopravvivenza della specie, devono avere molti più figli o deporre moltissime uova (insetti, anfibi e rettili).
Molti insetti depongono uova che si schiuderanno alla fine del loro ciclo vitale, non vedranno mai i loro discendenti, questi insetti cercano prima di tutto un luogo adatto e protetto per la schiusa e per molti  anche una fonte di cibo per le larve che usciranno dalle uova. Gli anfibi, per esempio le rane non curano i loro figli, quindi depongono molte uova, dalle quali escono piccoli già autosufficienti, i girini. I rettili, per esempio la vipera solitamente non cura la prole, ma cercano solo luoghi sicuri per le uova. Questa prole si definisce  prole precoce. Gli uccelli ed i mammiferi  solitamente hanno un numero minore di figli o depongono meno uova perché curano a lungo i loro pulcini o i loro cuccioli, perché incapaci di badare a se stessi. Questa prole si definisce prole inetta.
Tra i mammiferi, quelli che hanno la prole meno autosufficiente alla nascita sono i predatori, carnivori, mentre invece i piccoli erbivori, pur avendo bisogno di cure, in particolare per la difesa verso i predatori, poche ore dopo il parto, sono già in grado di correre accanto agli adulti.
Tra gli uccelli quelle specie che hanno la prole autosufficiente (per quanto riguarda l’alimentazione) sono detti nidifughi (anatre, oche, fagiani), quelle specie che hanno la prole che dipendono dai genitori in particolare per l’alimentazione sono detti nidicoli (rapaci, e passeriformi).

Organizzazione sociale

Prima di tutto occorre precisare che non tutti gli animali conducono una vita sociale, e diversi anzi conducono vita isolata, con l'unica eccezione del periodo dell'accoppiamento. Quegli animali che conducono una vita gregaria e cioè di branco più o meno numeroso per esempio la maggior parte delle specie erbivore (ungulati), conducono una vita sociale  comunque vantaggiosa per ogni singolo individuo all’interno del gruppo, come per esempio nella reperibilità di fonti trofiche, vantaggiosa perché vivere in branco si attuano delle strategie di difesa collettiva verso gli animali predatori, ma anche risparmio di energie durante i voli di migrazione, vedi le formazioni a V delle oche o altri uccelli, nello stesso tempo predatori come i lupi attuano delle strategie di attacco verso le prede, strategie di branco che fanno risparmiare energie. Un altro vantaggio delle specie gregarie è la facilità degli accoppiamenti e quindi nella riproduzione, infatti la maggior parte delle specie animali che vivono in branchi più o meno grandi sono comunemente prede di animali predatori. Troviamo però anche alcune limitazioni, quale per esempio la facilità dell’insorgere di malattie, ma anche la difficoltà di reperire del cibo se per esempio il numero degli individui cresce incontrollato, crescita dovuta a squilibri ambientali o per conseguenze dirette da parte dell’uomo.  Altri esempi di animali gregari lo abbiamo negli storni o nelle sardine, che attuano i stessi sistemi difensivi contro gli attacchi dei predatori, che siano rapaci o tonni: alla presenza dei predatori in attacco formano grosse palle composte da migliaia di individui e muovendosi in aria o in acqua creando forme sinuose per poi all’attacco del predatore aprirsi e richiudersi, creando dei scompensi visivi e quindi difficoltà del predatore a mirare il singolo individuo, chiaramente qualcuno sarà cibo del predatore, ma in questo modo gli attacchi non andranno sempre a segno.
In alcune specie gregarie non esiste un ordine gerarchico come proprio nei storni, nelle sardine, nelle cornacchie, etc. tutti gli individui ricoprono lo stesso ruolo. In altre specie come le api all’interno del gruppo ogni singolo animale ha un ruolo preciso e comunque questi tipi di società dove i singoli individui ricoprono sempre lo stesso ruolo, si chiamano società chiuse. Al contrario dove abbiamo dei gruppi dove all’interno il singolo individuo può modificare il suo status sociale, per esempio dopo una lotta, vedi nei cervi o nei lupi, quindi la definiamo società aperta.
Un livello sociale più evoluto è quello che avviene tra le pecore, ma anche con specie di ungulati come per il camoscio, il cinghiale,  ma anche nei topi. Questi animali fortemente gregari formano gruppi famigliari, sempre più numerosi, con i piccoli che non si allontanano dai genitori e che molto spesso vengono accuditi come negli asili, delle vere e proprie nursery
La società dei cinghiali per esempio è di tipo matriarcale, cioè il capobranco è la femmina più anziana. Nella scala gerarchica poi seguono le femmine adulte, in ordine di età, poi i giovani, maschi e femmine, ed infine i cuccioli. I maschi adulti vivono isolati accompagnati spesso dai cosiddetti scudieri, maschi più giovani.

Gerarchia

Nell'etologia lo studio delle gerarchie è molto importante. Per praticità e convenzione gli individui vengono classificati come "alfa" se dominanti, "beta" se subordinati e raramente viene usato "omega" per indicare l'ultimo individuo di un branco in ordine gerarchico, quello subordinato a tutti gli altri. L’osservazione diretta sul campo, quindi dagli atteggiamenti e movimenti (psicomotori) e dalla lettura del linguaggio del corpo (cinesici) ci danno indicazioni sullo  status gerarchico di un individuo.

Territorio e Home range

Ogni animale ha un suo spazio fisico, un suo spazio vitale, un suo territorio più o meno vasto a seconda della specie,  territorio che solitamente è lo stesso per tutta la vita. L’attività degli animali che siano singoli individui, o delle coppie o dei gruppi di familiari, questa si svolge in un’area ben definita, chiamata home range (area di residenza o di casa). Precisamente l’home range è l’area vitale cioè l’area dove l’animale svolge le proprie attività durante tutto l’anno: ricerca del cibo, riproduzione, etc.  Nell’ambito dell’home range possiamo, inoltre, individuare la core area, cioè quella parte di home range soggetta a più intensa frequentazione.
Nel caso in cui l’area identificata con l’home range viene effettivamente difesa, per cui lo spazio utilizzato da individui, coppie o gruppi di antagonisti è poco o affatto sovrapposto, allora si parla di territorio che è l’area occupata più o meno esclusivamente da quella o quest’altra specie. Non sempre l’home range si sovrappone al territorio e molte volte quest’ultimo è sempre più ristretto rispetto all’home range.
Il confine del territorio è sempre difeso e segnalato agli individui della stessa specie. Tra specie diverse non c’è quasi mai competizione territoriale in particolare su quelle specie con esigenze alimentari diverse.
Nella difesa del territorio le varie specie attuano vari sistemi di “prevenzione” e di avvertimento: nei lupi schizzi di urina ed ululati, nei cani schizzi di urina, nei cervi i bramiti, ma anche come per altri ungulati schizzi di urina, strofinamento dei palchi. Altre specie passano per le vie dirette, per esempio i corvidi solo soliti attaccare un componente esterno dal gruppo famigliare, insettivori come i pettirossi si scagliano violentemente su tutto quello che è rosso, anche su un gomitolo di lana rossa ad imitare il petto vistoso di un suo consimile.

Aggressività

La difesa di un territorio o di uno spazio vitale genera sempre aggressività, ma questa può essere generata per altre situazioni come per esempio la conquista di una femmina (vedi due cervi che lottano durante gli amori), vedi le arene dei tetraonidi (Galli forcelli e Galli cedroni), vedi  le arene degli  uccelli Combattenti. L’aggressività si manifesta per paura e cioè se un’animale si sente in pericolo attacca e quindi aggredisce per difendersi, l’aggressività si manifesta anche per la ricerca del cibo, ma anche per la conquista di uno status sociale più alto, per esempio nei lupi.

Mobbing

Il mobbing è in pratica un  attacco di gruppo nei confronti di un predatore. Il mobbing è  tipico nel comportamento degli uccelli in particolare quelli gregari. Un primo uccello  avvista il predatore e subito lancia l’allarme con un grido, detto mobbing-call. Gli altri uccelli sono in questo modo allertati della presenza del predatore,  quindi il predatore non ha più la possibilità di agire di sorpresa, dopodiché il gruppo inizia ad attaccarlo e molestarlo con gridi, schiamazzi e attacchi diretti, con lo scopo di distrarlo e confonderlo, tipico il comportamento delle cornacchie contro un rapace, ma anche molti piccoli insettivori o granivori si comportano in questo modo. Inoltre il mobbing-call è tipico anche di molti fasianidi o trampolieri che alla vista di un predatore per salvaguardare la covata vanno via fingendosi feriti e gridando, questo comportamento tipico per allontanare l’attenzione del predatore verso la prole o il nido.

 

Piccioni torraioli  (sotto) e Storni (sopra) - sono uccelli gregari

Testo e foto di Stefano De Vita